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Mancanza di motivazione: 5 consigli di esperti per ritrovare il desiderio di fare le cose con piacere

By Carla Lonzi , on 13 Febbraio 2026 à 13:11 - 4 minutes to read
Mancanza di motivazione: 5 consigli di esperti per ritrovare il desiderio di fare le cose con piacere

La mancanza di motivazione arriva all’improvviso e ti ruba il gusto di fare anche le cose semplici. In 3 minuti trovi 5 consigli di esperti per ripartire, senza farti violenza. E sì, il cervello a volte fa il furbo… ma possiamo riprenderci il volante!

Perché perdiamo motivazione (e non è solo pigrizia)

Quando senti zero voglia, spesso non è “carattere” o “pigrizia”. È il tuo cervello che cerca scorciatoie per ridurre lo sforzo cognitivo, fisico ed emotivo. E indovina? Questo apre la porta alla procrastinazione.

La psicologa Janelle S. Peifer, PhD lo descrive bene: l’essere umano tende a scegliere abitudini comode, perché consumano meno energia. Se un compito sembra pesante o “minaccioso” per l’autostima, scatta l’istinto di fuga. E tu rimani lì a fissare la lista delle cose da fare, un po’ irritato con te stesso.

Il problema è che la colpa spesso peggiora tutto. Ti dici “dovrei farlo”, poi non lo fai, e la colpa cresce. E più cresce la colpevolezza, più aumentano le possibilità di rimandare ancora.

Consiglio 1: accetta l’emozione negativa, senza giudicarti

Se ti senti bloccato, prova una cosa controintuitiva: riconosci l’emozione. Dì a te stesso “ok, c’è difficoltà” oppure “c’è paura” o “c’è stanchezza”. Sembra piccolo, ma abbassa la resistenza.

Quando smetti di giudicarti, il compito diventa meno minaccioso. Non devi “essere motivato”, devi solo smettere di farti guerra. E spesso, già così, l’azione riparte un pochino.

Attenzione alla trappola: confondere accettazione con resa. Accettare non vuol dire mollare, vuol dire respirare e riprovare. Anche se oggi ti senti mezzo rotto, va bene lo stesso.

Consiglio 2: scegli obiettivi modestissimi, ma reali

Gli obiettivi troppo alti sono una trappola elegante. “Vado in palestra tutti i giorni” suona bene, poi però ti schiaccia. Meglio un obiettivo modesto e realistico, tipo 2 volte a settimana come esempio classico.

La motivazione ama le vittorie piccole. Se raggiungi un obiettivo fattibile, il cervello registra “posso farlo”. E la prossima volta la barriera sembra più bassa, anche se non è magia.

Prova a chiederti: qual è il minimo che mi fa sentire in movimento? Anche 10 minuti contano, sul serio. Poi magari ti viene voglia di farne 12, oppure no, e va comunque bene.

Consiglio 3: spezza il compito in micro-passaggi ridicoli

La procrastinazione si vince rendendo l’azione accessibile. Non “vado a correre”, ma metto le scarpe. Non “studio due ore”, ma apro il file e leggo una pagina.

Questo trucco funziona perché toglie peso mentale. Il cervello non deve affrontare un blocco enorme, solo un passetto concreto. E spesso, dopo il primo micro-passaggio, il secondo arriva quasi da solo.

Se ti fermi dopo il primo step, non è un fallimento. Hai comunque rotto l’inerzia, che è la parte più difficile. Domani riparti da lì, senza drammi.

Consiglio 4: punta sul processo, non sul risultato finale

Se pensi solo al traguardo, rischi di sentirti lontanissimo. Invece guarda i benefici immediati del processo: un po’ di piacere, un po’ di energia, un po’ di ordine nella testa. Anche una piccola sensazione di “ci sono” vale oro.

Durante un’azione, prova a notare un dettaglio positivo. Il respiro più ampio, la musica nelle cuffie, la soddisfazione di spuntare una cosa. Non è zucchero finto, è allenare l’attenzione su ciò che ti sostiene.

E se non senti piacere subito? Capita, eccome. Ma puoi cercare almeno “meno fastidio” rispetto a prima, e già quello è un segnale. La motivazione spesso arriva dopo che hai iniziato, non prima.

Consiglio 5: fai squadra con qualcuno, anche per cose piccole

Da soli si molla più facilmente, è umano. Con un amico o una persona fidata cresce l’impegno e la regolarità. Non per pressione cattiva, ma per quel senso di responsabilità reciproca che ti tiene sul binario.

Può essere una camminata insieme, una sessione di studio, o anche un semplice messaggio: “oggi faccio 20 minuti, tu?”. Il supporto sociale riduce la fatica emotiva. E rende tutto un po’ più leggero, quasi più normale.

Se hai paura di sentirti giudicato, dillo subito. Chiedi un’alleanza gentile, non un controllore. La motivazione duratura cresce meglio in un clima positivo, non dentro la colpa.

A 38 anni, sono una geek dichiarata e appassionata. Il mio universo ruota attorno ai fumetti, alle ultime serie TV di culto e a tutto ciò che fa battere forte il cuore della cultura pop. Su questo blog vi apro le porte del mio piccolo ‘regno’ per condividere con voi i miei highlight personali, le mie analisi e la mia vita da collezionista

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